Tempo fa c'era un Uomo che aveva chiaro il concetto di ciò che va fatto. E che lo faceva anche se sembrava che tutti intorno facessero di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote. Anzi proprio i pali nel culo.
E ha continuato a farlo quando gli hanno tolto le armi e i mezzi. Non si è perso d'animo, ha denunciato il fatto alla stampa e ha ripreso con un pugno di gente giovane che credeva in quello che faceva.
Ha continuato anche quando hanno trucidato in maniera atroce il suo maggior collaboratore e principale sostenitore. Nonché miglior amico da una vita.
E non si è fermato quando è venuto a conoscenza, da un'informativa, che a Palermo [la sua città] era arrivato il tritolo destinato a farlo saltare in aria.
Anzi, ha iniziato a lavorare con più foga. Pare che lo sentissero spesso ripetere "non c'è tempo", come il Bianconiglio, e iniziasse a scordarsi di impegni collaterali. Ma quando si trattava di parlare in pubblico per spiegare l'importanza di quello che stava facendo si presentava e
parlava lento scandendo le parole per essere sicuro di farsi capire.
Pare che abbia tentennato solo quando un pentito [perché ovviamente si parla di Mafia] gli ha detto che, invece che lui, avrebbero potuto colpire uno dei suoi collaboratori. Poi però non si è fermato nemmeno allora.
Ha continuato ad andare avanti.
Si è fermato solo contro lo spostamento d'aria provocato da kili di tritolo.
Ecco, quello era un Uomo. E di Uomini ora ci sarebbe davvero bisogno.

Paolo Borsellino
Ammazzato il 19 luglio 1992